Tradizione Ebraica della Cabala

La parola Cabala, nota anche con il nome di Qabbala, Kabala, Kabbala e Kabbalah, è derivata da una parola caldaica ricavata dal Libro di Daniele (II, 8) della Bibbia che significa Tradizione. Indica un’antica dottrina iniziatica trasmessa dapprima oralmente e poi esposta in trattati, tra i quali i più importanti sono Sepher Yezirah(numerazione o Libro della Creazione) e lo Zohar” (Libro dello Splendore). La Cabala si propone di cercare l’essenza che si nasconde dietro le forme esteriori.

L’albero sephirotico rappresenta il fondamento della Cabala ed è una via di realizzazione; meditandolo e contemplandolo si può realizzare il mondo dei principi universali. Per quanto le espressioni, i principi (intelligenze divine) siano indefinite, tuttavia l’albero le raggruppa in dieci (le Sephiroth, sing. sephirat=numero). Le Sephiroth sono le chiavi che aprono le porte della conoscenza universale (divina) e dell’utilizzazione pratica di tale conoscenza. 

Le Sephiroth sono archetipi, principi, “modificazioni” della mente divina, sono cifre dell’unica potenza che è l’uno (Kether), sono energie, forze a seconda del punto di vista da cui le si vogliono considerare. 

In altre parole l’universo è governato da forze, da leggi e da principi; cosi il mandala sephirotico rappresenta le forze-potenze e intelligenze-principi. 

 Dal punto di vista realizzativo, si deve considerare l’albero sotto un duplice aspetto: di caduta e di risalita, di sonno e di risveglio, di esteriorizzazione e di interiorizzazione.

 Immagine del testo Tradizione Ebraica della Cabala Immagine del testo Tradizione Ebraica della Cabala

 

L’albero può essere rappresentato da tre colonne: 

Binah-Geburah-Hod rappresenta l’energia, la forza, il rigore, l’attività creativa; 

Chokmah-Chesed-Nezach rappresenta l’elemento di natura, la conservazione, la clemenza, la bellezza, la misericordia; 

la colonna centrale Kether-Tiphereth-Yesod-Malkuth rappresenta la legge, la sintesi, la coscienza, l’equilibrio. 

Le Sephiroth possono essere considerate sotto vari aspetti: 

da un punto di vista filosofico sono archetipi, principi universali che sono al di là della forma; 

da un punto di vista teologico, rappresentano le varie divinità o gerarchie angeliche di Kether (dio creatore); 

da un punto di vista psicologico universale, rappresentano qualità energetiche, espressioni vitali psichiche; 

da un punto di vista della fisica rappresentano “sostanze-energie” interagenti, a diversi livelli di condensazione, di vibrazione, di movimento. Se poi si considera “Ain Soph Aur” (l’infinito), l’albero può essere studiato anche dal punto di vista metafisico. In riferimento alle vie o sentieri si possono avere corrispondenze con il sentiero metafisico, filosofico, teurgico, magico-occultistico, ecc… 

La triade (Kether, Binah, Chokmah) rappresenta il seme della Vita allo stato non manifesto o Causa Prima. 

L’Universale opera tramite: L’intuizione-Luce (Tiphereth), L’amore armonia (Chesed) e la volontà (Geburah). 

L’individuale opera tramite: l’istinto (Yesod), Il sentimento (Nezach) e la mente immaginativa (Hod). Malkhth rappresenta la precipitazione.

I principi universali, le Sephiroth, possono essere colti con la capacità intuitiva, con la comprensione (nel senso etimologico di cum prendere – prendere con sé). “Dieci (escluso l’Ineffabile Ain) e non nove, dieci e non undici; comprendi e saprai”, dice il Sepher Yezirah; esercita la tua intuizione su di esse, cerca, discrimina, annota e ristabilisci le cose al loro posto, e poni il Creatore sul suo trono”. “Dieci Sephiroth, salvo l’Ineffabile; il loro aspetto è simile a quello delle fiamme scintillanti, il loro compimento si trova nell’infinito. Tramite esse si svela il Verbo di Dio: incessantemente esteriorizzandosi e interiorizzandosi simili a turbini di fuoco, esse adempiono la Parola divina inchinandosi al trono dell’Eterno. Dieci Sephiroth, salvo l’Ineffabile; la loro fine è unita al principio come la fiamma al tizzone; solo il Signore è sopra di esse e non ha secondo. Qual altro numero puoi tu pronunciare di fronte al numero Uno ?”.

Secondo i più famosi Rabbini lo stesso Mosè, per paura delle false interpretazioni, incaricò i sacerdoti di trasmettere queste parole sacre oralmente, nella segretezza del Tempio , di epoca in epoca, così da farle pervenire alla più lontana posterità. 

Questa legge orale … si chiama Qabbalah, dalla parola ebraica che significa “ciò che è ricevuto, … che viene passato di mano in mano”, cioè Vera Tradizione. 

Possiamo anche notare la relazione dell’albero sephirotico con la Tetractys pitagorica. 

Sappiamo infatti che la Tetractis è composta da 10 numeri disposti in forma piramidale (1,2,3,4). 

 L’1 corriponde a Kether, il 2 a Binah e Chokmah, il 3 a Geburah, Chesed e Tiphereth, il 4 a Hod, Nezach, Yesod e Malkuth. 

La Tetractys era considerata sacra dai pitagorici, è noto il giuramento che facevano dove la Tetractys viene indicata come la sorgente della Saggezza.

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